Speciale!


Camilla Golzi Saporiti

Carta e penna, computer e mouse. Un diario e mille bigliettini, per non parlare della quantità di bigini. E poi appunti, schemi, temi e tesi. I primi articoli e i prossimi pezzi.

32 anni, giornalista, milanese. Amo scrivere, viaggiare, il caffè e il mare. Fosse per me, vivrei a piedi nudi in un’isoletta vicino all’equatore, in infradito a Barcellona o in una meta a caso con temperatura fissa a doppia cifra, chiaramente sopra lo zero. Invece vivo a Milano e giro in motorino anche sotto la pioggia e la neve. Ma va bene, adesso mi va bene.

Sostenitrice convinta del “bicchiere è sempre mezzo pieno”, se non sbatto la testa non sono contenta. E non è detto che anche così cambi o capisca. Perché, testarda, faccio fatica a rassegnarmi. Mi piacciono le cose semplici, le persone sorridenti, le risate trattenute che poi esplodono nei luoghi o nei momenti sbagliati; mentre sono allergica a etichette, strategie e prime donne di entrambi i sessi. Noto i particolari: che siano dettagli inutili o importanti chiavi di lettura, non faccio apposta, attirano la mia attenzione. Completamente astemia dai 20 ai 30 anni, alla buon’ora dei 31 ho scoperto che spritz e vino bianco sono meglio di acqua e Coca Cola. Specializzata in gaffes e figuracce, per carattere e per professione faccio di tutto pur di evitare la noia, finendo a giocare a tetris con la mia agenda e a girare come una trottola tra doveri e piaceri.

Sette anni alle spalle di gavetta e non so quanti ancora davanti. Ho cominciato con uno stage al Tg5, poi sono passata alla carta, mia prima vera passione, con il Giornale, il suo inserto, il suo allegato, Style e StyleWeek, e con il mensile Uomini&Business. Ho seguito un po’ di tutto: dalla cronaca alla moda, passando per i miei amati viaggi, ma mai uomini, business, economia e politica. Per il bene delle testate. In parallelo ho scritto per il freepress Walk on Job e, a spot, per il portale Letteradonna.it. Da poco più di un anno, con un tempismo a prova di crisi, sono approdata in Rcs: Doveviaggi.it e OK Salute e benessere, con cui collaboro tuttora, toccando ferro e incrociando le dita. Non sono superstiziosa, ma ai gatti neri preferisco di gran lunga le coccinelle rosse.

In tutto il mio scrivere, ho sempre dovuto rispettare qualche inevitabile regola e paletto, a partire dalla lunghezza di ogni pezzo. Da qui il desiderio di avere carta bianca, nome scelto non a caso per il mio Paper-blog. Che vedo come un nuovo puntino della mia storia, citando uno dei miei discorsi-motto. Quello di Steve Jobs a Stanford. Che all’occorrenza riascolto per ricordarmi che le esperienze belle e brutte tornano tutte utili. E che la ruota gira, le soddisfazioni arrivano, i sogni si realizzano. Bisogna crederci, però.

I suoi ebook per 40k