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Goodbye, Readmill

31 Mar 2014 in readingreadmi | questo post è lungo 734 parole

Con questo epilogo Readmill si congeda dalla sua comunità di lettori:

Fondata tre anni fa da Henrik Berggren e David Kjelkerud, Readmill è forse una delle più belle applicazioni di lettura indipendenti mai sviluppate.

Sappiamo che la tecnologia digitale influenza profondamente le modalità con cui possiamo fruire dei contenuti e le forme che assumono le nostre relazioni sociali.

Sebbene la lettura sia un’attività tradizionalmente solitaria, è innegabile che discutere di libri faccia parte del piacere di leggere. Lo sanno bene gli utenti di social network dedicati alla lettura come Anobii, recentemente acquisito da Mondadori.

Proprio grazie alla visibilità e alla massa critica che possono raggiungere i lettori in rete, i contenuti generati da chi coltiva conversazioni intorno a un libro hanno un valore inestimabile, sia dal punto di vista economico (il loro feedback diventa più potente di molti strumenti di marketing tradizionale), sia da un punto di vista culturale (la loro opinione è ritenuta più affidabile di quella di molti critici istituzionali).

Grazie agli ebook, però, la conversazione “virtuale” sul libro compie un ulteriore passo avanti e si sposta addirittura dentro al libro: l’ultima frontiera del cosidetto social reading è infatti la condivisione di note e sottolineature direttamente “tra le pagine”.

Readmill è stata sicuramente una delle soluzioni più interessanti dedicate al social reading e ha permesso a tanti lettori di incontrarsi tra le parole di un racconto.

Una volta caricati i titoli scelti, si cominciava a leggere. Un design pulito ed elegante faceva dimenticare qualsiasi forma di intermediazione tra libro e lettore.

Il bello però veniva quando si incappava in un frase affascinante, in una notizia interessante, in un contenuto curioso o particolarmente discutibile: a questo punto al lettore si apriva un mondo di opzioni di condivisione sociale.

Non solo bastava un tap per condividere un determinato passaggio del testo sui principali social network (Facebook, Twitter, Tumblr), si poteva anche scegliere di rendere pubblica la propria attività all’interno dell’applicazione.

In questo modo, ogni sottolineatura apriva un thread a cui gli altri utenti di ReadMill potevano partecipare. Attraverso likes e commenti – oltre che connettendo il proprio account ReadMill ad altri account social – era possibile costruirsi una rete sociale basata sulla comunanza di letture e sull’interazione tra persone e contenuti.

Uno dei vantaggi principali di Readmill - oltre alla possibilità di collegare direttamente l'ID Adobe all'account del lettore una volta per tutte - era il fatto che si trattasse di un ambiente aperto: consentiva ai lettori di caricare i propri ebook - senza per forza averli acquistati da uno store in particolare - in una nuvola che sincronizzava automaticamente la libreria sia su app che su desktop. E oggi ci consente di esportare i nostri contenuti: sia gli ebook veri e propri, in una cartella dedicata, sia i metadati con lo stato di lettura, da importare ad esempio su Goodreads.

Purtroppo, i contenuti generati dagli utenti andranno persi, non essendoci uno standard con delle specifiche tecniche che li regola. Questo è un grosso limite per le piattaforme aperte, anche se qualcosa si sta muovendo per migliorare la gestione di note, commenti, segnalibri etc.

Readmill è stata acquisita da DropBox, a cui probabilmente fanno gola le competenze sviluppate nell'ambito del clouding e della gestione collaborativa di documenti condivisi da più utenti. Non è un segreto che lo scopo sia stato quello di portare in casa il team e non tanto quello di investire nel settore libri.

Henrik e David non nascondono i problemi che aveva Readmill nell'adottare un modello di business sostenibile:

Readmill’s story ends here. Many challenges in the world of ebooks remain unsolved, and we failed to create a sustainable platform for reading. For this, we’re deeply sorry. We considered every option before making the difficult decision to end the product that brought us together.

Per tutti i lettori che hanno provato Readmill è un vero peccato, anche perché le piattaforme indipendenti e aperte - che non vincolano l'utente alle lettura dei soli ebook acquistati sullo store di casa - non sono poi tante. Se stai cercando il tuo prossimo reader, dai un'occhiata a BlueFire Reader e al Reader di Bookrepublic.

Al team di Readmill non ci resta che augurare in bocca al lupo per la nuova avventura.

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